Distribuzione del reddito

Teorie economiche: “Distribuzione della ricchezza”

Une delle principali critiche al libero mercato è la presunta distribuzione “ingiusta” del reddito e le “enormi” differenze nella retribuzione prodotte da questo sistema.
Con questo articolo spero di portare una corretta visione del sistema di libero mercato, il più corretto tra quelli che sono stati utilizzati nelle varie società fino ad oggi.

Come accade per molte delle abilità innate dell’essere umano, quali giocare a scacchi, dipingere, scrivere… quella di produrre denaro è un’abilità estremamente specializzata, ma che, per qualche strana ragione, applichiamo in maniera differente. Nessuno si lamenta quando alcuni superano altri giocondo a scacchi o scrivendo romanzi, ma quando guadagnano di più, vengono criticati ferocemente, ritenendo ciò un male, un’ingiustizia.
Perché? Il modello di variabilità non sembra essere differente da qualunque altra abilità. Che cosa provoca una reazione così feroce nella gente quando l’abilità è quella di arricchirsi?

Credo che esistano tre ragioni per le quali consideriamo in maniera differente il fatto di guadagnare:

  • L'ingannevole modello di ricchezza che apprendiamo da bambini.
  • L’immagine negativa sull’accumulazione di capitali fino a poco tempo fa.
  • La preoccupazione che le grandi differenze di ingressi siano in qualche modo negative per la società.

Da quello che capisco, la prima è sbagliata, la seconda è obsoleta e la terza è empiricamente falsa. Potrebbe essere che in una democrazia moderna la variazione degli ingressi sia realmente un segno di benessere?

L'ingannevole modello di ricchezza che apprendiamo da bambini.

Da dove proviene la ricchezza? Cresce sugli alberi?
La risposta è molto semplice, la creano le persone. Quindi, è evidente che la ricchezza del mondo non è una quantità da suddividere come le fette di una torta. Se vogliamo più ricchezza, dobbiamo crearla noi stessi. E siccome la capacità e il desiderio di crearla variano da persona a persona, non si crea in maniera uguale.
Veniamo pagati per svolgere dei compiti richiesti dalla società, e, generalmente, chi produce più denaro è semplicemente migliore nello svolgere tali incarichi. I grandi attori guadagnano molto di più di quelli di serie B, gli imprenditori (normalmente) più dei dipendenti.
Fare ciò che vuole la gente non è l’unica forma di ottenere denaro, ovviamente. Possiamo anche rapinare banche, ottenere delle bustarelle, o istituire un monopolio. Questi trucchi generano alcune variazioni di ricchezza e portano alla creazione di alcuni dei maggiori patrimoni individuali. Ma non sono la causa principale della differenza di ingressi. La causa principale della variazione è la stessa di qualunque altra abilità umana.
Quanto vale il lavoro di qualcuno non è una questione politica. È determinato dal mercato. Può qualcuno (uno sportivo, un imprenditore, un attore...) valere come 100 di noi? Beh, dipende da cosa intendiamo per “valere”. Se facciamo riferimento al fatto che la gente pagherebbe per le sue abilità, apparentemente la risposta è sì.

È difficile notare come qualcuno possa osservare che gli stipendi dei giocatori di serie A, ad esempio, non riflettano la domanda e l’offerta.
Può sembrare strano all’inizio che un individuo possa realmente generare molta più ricchezza di un altro, ma la chiave del mistero è rivedere la questione: realmente valgono come 100 di noi? Una squadra di calcio cambierebbe uno dei suoi giocatori con 100 persone scelte a caso?

Quando affermiamo che un lavoro è troppo ben pagato e un altro mal pagato, cosa stiamo realmente dicendo? In un mercato libero, i prezzi si determinano attraverso quello che i compratori desiderano. Alla gente piace di più il calcio della poesia, quindi i giocatori di calcio guadagnano più denaro dei poeti. Affermare che un certo tipo di lavoro è mal pagato equivale, quindi, a dire che la gente vuole le cose sbagliate. Ebbene, è vero che la gente vuole le cose sbagliate. Sembra strano che ci sorprenda. E sembra ancora più strano affermare che è ingiusto che alcuni lavori siano mal pagati. Quello che si afferma è che è ingiusto che la gente voglia le cose sbagliate. È un peccato che la gente preferisca i reality show e gli hot dog a Shakespeare e la verdura al vapore, ma è ingiusto?
Ingiusto sarebbe cercare di obbligare le persone imponendo loro la nostra volontà, stabilendo quello che devono o non devono fare. In conclusione, la distribuzione della ricchezza può essere divergente, ma difficilmente sarà ingiusta.

L’immagine negativa sull’accumulazione di capitali fino a poco tempo fa.

Con l'ascesa della classe media, la ricchezza ha smesso di essere un gioco a somma nulla. Bill Gates non si è arricchito a nostro discapito. Piuttosto, al contrario, ha creato dei prodotti che rendono le nostre vite materialmente più ricche. Solo alcuni paesi (e non è una coincidenza che siano i più ricchi) hanno raggiunto questa tappa. Nella maggioranza dei casi, la corruzione continua ad essere all’ordine del giorno. Per la maggior parte delle persone, il modo più rapido per ottenere ricchezza è rubarla. Così, quando vediamo che le differenze di guadagni in un paese ricco aumentano, tendiamo a preoccuparci che si stia andando indietro, assomigliando al Venezuela. Credo che ciò che osserviamo sia il contrario: Un paese che cammina con forza per allontanarsi dal Venezuela.

Non è possibile avere una società sempre più prospera senza incrementare le variazioni di entrate. La gente creerebbe ricchezza se non fosse pagata?
Solo se fosse divertente. Magari la gente scriverebbe sistemi operativi gratis, ma non li installerebbe, né accetterebbe chiamate di assistenza, e neppure insegnerebbe ai clienti come utilizzarli. E, almeno il 90 % del lavoro che svolgono persino le compagnie più tecniche, è di questo genere, poco attrattivo.

La preoccupazione che le grandi differenze di ingressi siano in qualche modo negative per la società.

Se eliminiamo le differenze delle entrate, che sia rubando capitali privati, come facevano i signori feudali, o attraverso le imposte, come hanno fatto alcuni governi moderni, i risultati sembrano essere sempre gli stessi. La società nel suo complesso si impoverisce.
Abbiamo bisogno di gente ricca nella nostra società, non tanto perché consumando il proprio denaro contribuiscono a creare posti di lavoro, ma per ciò che devono fare per diventare ricchi. Non mi riferisco all’effetto ricaduta. Non voglio dire che se lasciamo che Henry Ford si arricchisca, poi ci assumerà come camerieri nella sua prossima festa. Quello che intendo è che creerà un trattore per sostituire il nostro cavallo.

Continua…


Commenti all’articolo

Riguardo al tema di criticare chi ha l'abilità di guadagnare più di altri, secondo me, l'ingiustizia non sta nel fatto di possedere tali abilità, ma nel valore che si da al denaro. Vincere a scacchi o cantare meglio di altri non ti da tanti vantaggi quanto guadagnare più denaro di altri, e qui si radica l’ingiustizia.

I lavori troppo ben pagati. Mi dispiace, ma per quanto possa provarci, non riesco ad essere d'accordo sul fatto che alcuni possano guadagnare 100 volte più di altri per le stesse ore di lavoro. Credo, piuttosto che si stia ingrandendo qualcosa (come si sono dilatate molte altre cose, ad esempio la crisi economica attuale) che in realtà non ha così tanto valore. Un calciatore o un dirigente vivrebbero comunque stupendamente, anche guadagnando dieci volte di più della media, e continuerebbero a svolgere il proprio lavoro come fanno ora (ovviamente prima bisognerebbe liberarsi di tutti i calciatori e dirigenti che abbiamo “maleducato”, visto che non vorrebbero lavorare in queste condizioni). Il punto in cui siamo arrivati è chiaramente insostenibile e ingiusto.

Affermi che è lamentevole che alla gente piacciano le cose di cattiva qualità, ma non è ingiusto. Ebbene, io credo che vi siano delle persone che approfittano della debolezza di altre, che sono perfettamente coscienti che quello che offrono è di scarsa qualità e che esistono prodotti migliori, e comunque decidono di offrire ciò che vendono. E ciò è riprovevole. Quindi mi sembra che questo sia ingiusto e che non si stia agendo bene. È come se un medico prescrivesse ad un paziente qualcosa che vuole, pur sapendo che non lo aiuterà o che potrà perfino aggravarlo.

La distribuzione della ricchezza è MOLTO ingiusta. Oggi, l’unica cosa che viene ricompensata è la fortuna, non lo sforzo, né la perseveranza o la forza, e neppure le buone azioni, niente di ciò che la maggioranza di noi ritiene giusto e corretto. Tutto è una questione di fortuna: nascere nel paese giusto, nella famiglia giusta, avere gli amici e i contatti giusti, avere fortuna nel lavoro, con i capi, ecc. Questo è quello che davvero vogliamo?

La gente produrrebbe ricchezza se non fosse pagata?
Ovviamente, nessuno sta dicendo di non pagare o di non ricompensare lo sforzo compiuto, credo che siamo di fronte ad un problema di grado. Se lavori di più guadagni (una due, tre, quattro volte) di più. Ma cosa succede quando c’è chi guadagna venti volte di più di chi fa lo stesso lavoro?

Abbiamo bisogno di persone ricche nella nostra società?
Esistono varie vie per diventare ricchi:

  1. Rubando e ingannando
  2. Con fatica e molta fortuna
  3. Per nascita

Davvero pensi che servano a qualcosa? L’unica eccezione che farei è il caso degli arricchiti grazie alla fatica e molta fortuna, che di solito sono persone che hanno faticato molto. Tuttavia, persino in questo caso, è giusto che per un colpo di fortuna siano diventati ricchi? Non basterebbe che avessero abbastanza denaro da vivere tranquillamente e permettersi qualcosa?

La gente che lavora, i grandi geni, ecc. non lavorano per denaro, lavorano perché gli piace e lo continueranno a fare, che diventino ricchi o no (alcuni pensano che persone come Bill Gates non avrebbero lavorato se dal principio gli avessero detto che non sarebbero diventati ricchi?). Non mi sembra male che possiedano più denaro della media, sufficientemente da non doversi preoccupare delle proprie finanze, per poter godersi la vita comodamente, divertirsi, e concentrarsi semplicemente in quello che fanno (che alla fin fine è un bene per l’umanità).
Sono sicuro che esista una moltitudine di scienziati che adorerebbe svolgere ricerche senza avere alle spalle una multinazionale.

L’idea con cui le persone in alto (chi vive meglio) ci tengono in pugno, si scontra con il mito in cui qualunque di noi (quelli in basso) potrebbe arrivare in alto e avvicinarsi a loro (a qualcuno ricorderà l’American Dream). Certo, qualcuno ce l’ha fatta, ma ciò non lo rende più giusto, continuiamo ad essere troppi a trovarci in basso. Semplicemente, approfittano della nostra avarizia ed egoismo per ingannarci.

 


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